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giovedì 13 marzo 2014

PATENTE NAUTICA A QUIZ. UN VERO PASSO AVANTI?




Ormai sembra davvero essere questione di poco tempo e il vecchio esame per il conseguimento della patente nautica andrà in soffitta per essere sostituito con quello a quiz. La notizia è stata accolta con un favore generalizzato e molti giornalisti della stampa specializzata hanno salutato il provvedimento come una innovazione positiva.
Scusatemi, ma io non sono affatto convinto che si tratti di un fatto positivo. Anzi.

La nuova patente a quiz infatti, se è vero che prevede il superamento di argomenti anacronistici, come la navigazione astronomica (posto che sia davvero inutile avere una cultura generale anche su quel fronte), è anche vero che manda in pensione il colloquio orale con tutta la parte di carteggio che era prevista. Insomma, nessun candidato a diventare comandate dovrà dimostrare di sapere pianificare una rotta con tutti i relativi problemi. Certo, visto dalla parte di chi deve sostenere l’esame è un gran vantaggio. Tanto oggi ci sono i gps e i cartografici. Ma davvero pensiamo che sia necessario impoverire le conoscenze e le competenze? Davvero si pensa che 5 domande sul carteggio poste sotto forma di quiz possano provare le reali conoscenze di una persona che dal momento in cui avrà superato l’esame sarà abilitato al comando di imbarcazioni fino a 25 metri senza alcun limite di navigazione?
Da più parti si afferma che l’esame era costellato di trappole e che le domane spesso vertevano su argomenti desueti. Verissimo. Ma come spesso accade in Italia, invece di cambiare ciò che non funziona, che è vecchio o inutile, si getta il bambino insieme con l’acqua sporca.

Fortunatamente non siamo l’Inghilterra. Fortunatamente da tanti punti di vista tranne che da quello nautico. I sudditi della regina vanno in mare quando ne sono capaci. Non gli viene chiesta una patente ma la coscienza di saper navigare. La vela fa parte della storia e della cultura di un popolo che non ha la fortuna di avere un clima e un mare meraviglioso come il nostro, ma che nutre verso di esso un rispetto infinito. In Italia le cose non stanno così. Anzi, spesso, se si può la patente la si compra. Fregandosene delle reali competenze che si hanno. Tanto c’è il cartografico. Si mette in moto, si gira il volante e si va…

 
progettoceano charter
A pranzo in uno splendido scenario


Progettoceano charter
Skippers




Progettoceano charter
Si veleggia....

License quiz .Is it a real step forward?
Now really seems to be a matter of a short time, old exam to obtain a driving license will go into the attic to be replaced with a quiz. The news was greeted with general favor, and many specialized journalist consider the decision as a positive innovation.
Excuse me, but I'm not at all convinced that this is a good thing. Indeed. New license quiz in fact, it is true that involves passing anachronistic subject, such as celestial navigation ( assuming that it is really useless to have a general knowledge on that front) , it is also true that it cancel  the oral  interview with all nautical maps that were expected .shortly, none of the candidates to become commander must demonstrate to know to plan a route with all the related problems. Of course ,it is a great advantage for all candidates that feel to be safe because of  the GPS and the maps. Telling the true I think that  it is not right to impoverish the knowledge and skills. More, 5 questions posed on the chart in the form of quizzes can’t try the real knowledge of a person and it is not possible that after the exam  He will be enabled to command vessels up to 25 meters without any limit of navigation .
Many have said that the exam was full of traps and that the question often concerned obsolete subjects . It is very true . But as often happens in Italy , changing is not for what does not work,   what is old or even useless,.
Fortunately we are not in England. Fortunately based on many points of view except from the nautical . The subjects of the Queen go overboard when they are capable . They are not asked for a license but the consciousness of knowing how to navigate. The sail is part of people history and culture they  are not lucky enough to have an atmosphere and a wonderful sea like ours, but they respect it infinitely . In Italy, things are not so . Indeed, often , if you can, you can pay for a driver's license  without taking care of  real skills, again due to the fact that   there is the chart . Turn on the engine, turn the steering wheel and away you go ...

              Si ringrazia Silvana Luongo per la traduzione.




venerdì 22 febbraio 2013

Date Salone di Genova 2013 e bilancio nautica da diporto

Sono state presentate le date del 53° Salone Internazionale di Genova 2013. I giorni sono ridotti a 5, dal mercoledi al sabato, esattamente dal 2 al 6 ottobre 2013. I costi per gli espositori saranno ridotti e sono stati annunciati potenziamenti e migliorie delle attività e dei segmenti merceologici dedicati al servizio nel diporto. Nel comunicato rilasciato dall'Ente Fiera di Genova, si promette anche una rinnovata struttura organizzativa capace di supportorare e rendere efficace e possibile la partecipazione di ogni azienda.

Sempre l'Entre Fiera di Genova, promette: " .....Una nuova interpretazione architettonica del quartiere fieristico; un percorso in allestimento che sia emozionante per i visitatori attraverso percorsi merceologici rinnovati".

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Entrata fiera di Genova 2012


Ma le problematiche, le polemiche e le contraddizioni che negli ultimi anni, insieme allo scenario di crisi a livello internazionale ed in particolar modo italiano stanno  distruggendo la nautica,  sono cominciate, quando dopo pochi minuti dalla comunicazione delle date del Salone di Genova, sono state presentate quelle della Festa della Marineria che si terrà a La Spezia in concomitanza con il Salone..... dal 3 a 6 ottobre.....
Molti si chiedono, in un momento di totale disastro per la nautica italiana se ha un senso accavallare le due date e fare una "guerra civile".

L'annuncio di queste date   pochi giorni prima della presentazione del IV rapporto sul turismo nautico presentato ieri a Roma dall'Osservatorio Nautico Nazionale. Rapporto che dipinge il 2012 in maniera drammatica: 10.000 posti di lavoro persi, crollo degli ormeggi e dimezzata la spesa dei diportisti.

progettoceano charter
Protesta all'innaugurazione del Salone di Genova 2012


Ma vediamo un pò da vicino le cifre di questo disatro che somiglia sempre più, per rimanere in tema
nautico, al passaggio di un ciclone.

Nel 2012 la spesa stanziata dai diportisti stanziali è scesa del 56%  rispetto al 2009, passando da 1,1 miliardi di euro a poco più di 484 milioni di euro. Sono crollalti anche i contratti di ormeggio -26%, gli ormeggi in transito -34%, i ricavi di ormeggio a gestione pubblica -39%. I diportisti, quindi navigano sempre meno, ma l'offerta di infrastrutture portuali aumenta del 9,6 % dal 2007 al 2012 per un totale di 546 unità. Al primo posto c'è la Sicilia con 89 unità, seguita dalla Sardegna con 80 e dalla Liguria con 53, c'è però da dire che si tratta di un aumento legato a progetti precedenti e  a progetti pluriennali.

Altro disastro,  le immatricolazioni delle barche nuove ed usate, dal 2007 al 2011 sono crollate del 60% da 4.400 sono passate a 1.700.
Anche l'industria del charter fa registarre un pauroso - 21%, con un calo più consistente tra gli italiani che noleggiano una barca nel loro paese, rispetto al turismo straniero.
Male anche il fatturato produttivo, da 3,8 miliardi di euro nel 2007 a circa 2 miliardi nel 2011.

Ma quali sono le cause di questo disastroso crollo della nautica?
Le motivazioni, oltre naturalmente la crisi sono molteplici, tra le varie spicca: la tassa di stazionamento, poi diventata tassa di possesso, l'accanimento dei controlli svolti da tutte le varie autorità, l'eccessiva burocrazia per la costruzione di posti barca nuovi.

progettoceano charter
In attesa di visitare i nuovi modelli Bavaria


In altre parole, quello che si evince e preoccupa, non è tanto lo scenario disastroso degli ultimi anni, ma la mancanza di fiducia in una ripresa rapida della nautica nei prossimi anni. Speriamo tutti che non sia così.....

progettoceano charter
Una barca pronta al varo


martedì 20 novembre 2012

LA VENDEE GLOBE...riflessioni....

LA VENDEE GLOBE: "LA REGATA"
Non credo che ci sia nessun'altra regata al mondo che abbia la forza comunicativa, la capacità di emozionare, la straordinaria  potenza con cui perpetua i valori del'andare per mare, come la Vendée Globe : un giro del mondo in solitario passando a sud dei tre principali capi: Buona Speranza, Lewin e Horn. Soli, senza possibilità di essere assistiti per una navigazione che durerà minimo tre mesi. Dopo quattro anni dalla passata edizione, lo scorso 10 novembre è partita l'edizione 2012 con 20 skipper in gara (19 uomini ed 1 donna), ad oggi dopo 10 giorni già 5 ritirati.
"Non sapevano che era impossibile, quindi lo hanno fatto". 
E' questa frase di Mark Twain che capeggia in apertura del sito della Vendée Globe che credo esprima al meglio lo spirito di questa regata.  In fin dei conti ci dice: attenzione, è una impresa per cui ci vogliono doti eccezionali di resistenza fisica e mentale, capacità marinaresche e coraggio.  Ma soprattutto bisogna avere in sè ancora viva la fiamma che in origine ha spinto gli uomini a staccarsi dalla terra ferma per affrontare l'ignoto.
Quindi è ovvio che questa regata sia seguita da milioni di persone. Ovunque, tranne che in Italia. E questo nonostante il fatto che fra i partecipanti ci sia anche un italiano, Alessandro Di Benedetto, l'uomo che ha compiuto due anni fa il giro del mondo su una barca di 6,50 metri portandolo alla fine nonostante un disalberamento nei pressi di Capo Horn. In Francia,  visto che ha la doppia nazionalità, non solo riesce a trovare i finanziamenti per le sue imprese, ma Alessandro ha ricevuto anche la "Legion D'Onore"; mentre in Italia quest’impresa eccezionale non ha ricevuto che qualche riga sulla stampa specializzata.
 Milioni di persone che seguono le notizie in diretta sui siti, che trepidano per la collisione di Kito de Pavant con un peschereccio, del ritiro di Jérémie Beyou per problemi alla chiglia, o dello straordinario recupero di Alex Thomson dopo un lavoro all’asse del timone di 7 ore. Milioni di persone che la sera si collegano al sito della Vendée e insieme ai 20 navigatori solitari, lasciano le banchine di Les Sables D'olonne, mettono la prua in oceano e iniziano la traversata di Biscaglia.
Ne parlano i giornali, le tv e le radio, ovunque in Europa tranne che in Italia. Nel novembre del 2008 mi trovavo proprio a Les Sables D'Olonne alla patenza della regata. Lungo le banchine del porto, sulle barche in mare, nelle vie del paese c'era un milione e mezzo di persone ha incitare i navigatori, titoli sui quotidiani ogni giorno, interviste e aggiornamenti, neanche fossero i mondiali di calcio in Brasile. Quest'anno è stato lo stesso. Da noi nulla.
Ecco perchè la Vendee Globe, più di ogni altra regata, per me rappresenta la lacerazione fra sentimento e ragione: da un parte mi fa sognare, dall'altra mi ricorda che l'Italia è il Paese in cui quotidianamente si fa di tutto per distruggere dove ci sia, e non far nascere dove si potrebbe, l'amore e la cultura del mare.
Ecco il sito della Vendée Globe: http://www.vendeeglobe.org/fr/

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Partenza della Vendéè Globe


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Percorso regata


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Foto di Skipper prima della partenza


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I primi giorni di regata


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Un momento della partenza


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Uno dei 20 skipper in azione


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Alessandro Di Benedetto unico skipper italiano in regata


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L'unica concorrente donna: Samantha Davies


mercoledì 2 maggio 2012

" NUOVA" IVA PER RILANCIARE LE BARCHE USATE...E NON SOLO....

Qualche giorno fa una novità, finalmente positiva, è stata introdotta nel mondo della nautica. Il regime del margine IVA sarà applicato anche alle rivendite di contratti di leasing acquisiti da clienti privati, questa nuova norma, approvata dalla camera, nell’ambito della legge di concessione del decreto sulle semplificazioni fiscali, consentirà di pagare l’IVA solo sul margine di realizzo di vendita e non sull’intero valore del contratto di leasing.
Volendo portare un esempio: nella compravendita di un contratto di leasing, l'IVA veniva pagata sia dal primo utilizzatore sia da quelli successivi. Con il nuovo provvedimento, nel momento in cui un cantiere subentra in un contratto di leasing, ritirando l'unità usata, l'importo dell'IVA non verrà calcolato sull'intero valore del contratto, ma solo sul margine di realizzo di vendita, ovvero la differenza tra il prezzo pagato dal cantiere al locatario privato e quello a cui il cantiere lo rivenderà ad un nuovo utilizzatore.
Secondo Maurizio Lazzaroni presidente Assilea, "si può rappresentare questa norma di semplificazione e buon senso come la vittoria in un Act di avvicinamento alla Coppa America: un passo utile a muovere il mercato, a sostegno della ripresa. Al nostro settore infonde energia che ci aiuta ad affrontare la sfida insieme al settore della nautica da diporto italiana per riconfermare quel ruolo di leader che senza dubbio gli spetta".
 Vediamo un esempio di un subentro di leasing di una barca di 12,50 mt:
Ecco prima che cosa accadeva:
100.000 euro                  VALORE RESIDUO DEL LEASING IN CORSO
130.000 euro                  PREZZO AL QUALE VIENE VENDUTA LA BARCA
  10.500 euro                  10,5%  IVA FORFETTARIA RICALCOLATA SUL RESIDUO DEL LEASING DI       
                                        100.000 EURO
140.500 euro                   TOTALE COSTO BARCA COMPRESA IVA RESIDUA DEL LEASING IN CORSO.

Ecco cosa accade ora:
100.000 euro                  VALORE RESIDUO DEL LEASING IN CORSO

130.000 euro                  PREZZO AL QUALE VIENE VENDUTA LA BARCA

    3.150 euro                  10,5% IVA FORFETTARIA RICALCOLATA SULL'IMPORTO I 30.000 EURO 

                                       (MARGINE DERIVANTE DALLA VENDITA)

133.150 euro                  TOTALE COSTO BARCA COMPRESA IVA CALCOLATA SUL MARGINE DI

                                       VENDITA.         

Ecco ora un caso estremo:

100.000 euro                  VALORE RESIDUO DEL LEASING IN CORSO

100.000 euro                  PREZZO AL QUALE VIENE VENDUTA LA BARCA

0            euro                  NON C'E' MARGINE DI VENDITA, QUINDI NON C'E' IVA DA VERSARE

100.000 euro                  TOTALE COSTO BARCA CON IVA UGUALE A 0.


 Il vantaggio non è solo economico per chi acquista la barca di seconda mano, ma è anche una grande opportunità per chi intende acquistare una barca nuova. Infatti, nel momento in cui il mercato dell'usato inizia a girare e per i dealer la barca ritirata in permuta non rappresenta più un "macigno" difficile (se non addirittura impossibile per questi tempi) da vendere, che grava sul proprio bilancio e sui costi (perché deve continuare a pagare i canoni di leasing), sarà più propenso a valutare l'usato del potenziale cliente in base al valore effettivo della barca, cosa che farà sentire gli armatori meno disincentivati a cambiare barca a causa dell'eccessiva svalutazione del prorpio usato.

Il regime di margine Iva era già applicato all'acquisto dei beni, la novità legislativa (che rientra nell'ambito della legge di concessione del Decreto sulle semplificazioni fiscali) è che ora è applicabile anche ai servizi, perché va ricordato che chi subentra in un contratto di leasing acquista un servizio (il contratto) e non un bene (la barca).

Il margine sarà stabilito utilizzando il cosiddetto metodo analitico (ovvero utilizzando registri Iva ordinari) ; anche la cessione di un contratto acquistato con il regime del margine potrà ovviamente fruire del regime stesso.

Un tentativo concreto di rivitalizzare il mercato del leasing nautico che al 31 dicembre 2011 valeva 613 milioni di euro e che nel quinquennio antecedente al 2009 (riferito quindi agli "anni d'oro della nautica") ha fruttato all'erario 800 milioni di euro di IVA.

Tra le altre iniziative ci sono la semplificazione delle procedure relative alla realizzazione di porti turistici attraverso lo strumento del project financing, la semplificazione dell'attività di  "noleggio occasionale" che consente ai proprietari di unità superiori ai 10 mt di poter esercitare in prima persona la locazione ( su questo non siamo assolutamente daccordo, in quanto castiga le società armatrici ) - http://progettoceano.blogspot.it/2012_03_01_archive.html - la semplificazione del regime doganale delle navi da diporto extra UE, che consentirà ai porti italiani di diventare home port per le unità estere ( oltre i 24 mt). Novità anche per il regime dell'export: la semplificazione prevede che le unità posano intendersi destinate al consumo dentro o fuori dal territorio doganale su semplice rilascio di una dichiarazione rispettivamente di importazione o esportazione definitiva da parte dell'armatore con un grande risparmio di tempo e riduzione della burocrazia.
Salone di Genova 2011 - stand BAVARIA YACHTS

BAVARIA 45 CRUISER al salone di Genova 2011

Salone di Genova 2011 - stand BAVARIA YACHTS


Panoramica BAVARIA esposti al salone di Genova 2011




venerdì 20 aprile 2012

UNA NUOVA RIVISTA NAUTICA : " LA MIA VELA"

Nell'ultimo periodo, sono stato assente, non ho pubblicato nessun post, ma sono certo che capirete....è cominciata la nostra stagione di charter....che è coincisa con un avvenimento davvero eccezionale: l' America's Cup a Napoli che è andata oltre ogni più rosea aspettativa, sia dal punto di vista della vittoria finale di Luna Rossa che del numero di spettatori...ma su quest'argomento ci ritornerò prossimamente per commentare e criticare una presa di posizione del presidente dell' ISYBA Massimo Revello nei confronti delle società di charter armatrici. Ma  ora mi preme più  presentarvi una nuova rivista nautica: LA MIA VELA

Sabato 21 aprile esce in edicola una nuova rivista: La Mia Vela. Edita da Il Mio Castello, la casa editrice che ha fatto la storia del'editoria specializzata, da “ Fotografare  a “Il mio computer”, da “Il mio vino” a “Cavalli”, (in tutto 56 testate), la nuova rivista parla di vela a 360 gradi con un
livello tecnico e di approfondimento mai visto sino ad oggi.

 Tanta tecnica, dunque, tante informazioni, ma anche tanto spazio ai sogni attraverso i test di barche bellissime, i viaggi, le incursioni nell'arte della navigazione a vela. E infine le inchieste: vere inchieste giornalistiche per portare in luce notizie, episodi, esperienze sconosciute o che qualcuno ha interesse a non far conoscere. La squadra è stata composta scegliendo professionisti del settore provenienti da note riviste. Il direttore è Nico Caponetto, affiancato da Paola Bertelli, Christophe Jiulliand, Niccolò Vopati, Gianni Raddi, Gianfranco Meggiorin e altri che di numero in numero si aggiungeranno per fare un giornale dal carattere forte con cui identificare la passione per il mare.


Con queste premesse,  non può che essere un ottimo prodotto ….. sabato mattina la curiosità per noi amanti e professionisti del mare sarà tanta nel sfogliare questa nuova rivista.