martedì 29 gennaio 2013

Crolla il sogno di ROSSI e TOSI...Naufraghi in Atlantico

I due navigatori sono stati tratti in salvo dalla petroliera "Genmar Argus" battente bandiera delle isole Marshall, la  Genmar Argus diretta ad Abidjian, capitale della Costa D'Avorio, ariiverà il 2 febbario.

Jrata3

Si spegne in una notte il sogno di Andrea Rossi e Luca Tosi, i due ragazzi che stavano provando a battere il record di traversata Dakar - Guadalupa a bordo di un catamarano non abitabile di 6,10 mt. Un avaria prima ad un timone e poi all'altro, li ha costretti a rinunciare all'impresa, e a optare per la richiesta di soccorso nella notte tra il 26 e il 27 gennaio.

Rossi e Tosi, partiti lo scorso 21 gennaio da Dakar, nella notte del 26 gennaio avevano rotto i timoni e solo nella giornata di ieri, dopo ore di apprensione, sono stati tratti in salvo a bordo della petroliera delle isole Marshall "Genmar Argus".
La decisone di chiedere il soccorso è stata presa per la posizione del cat al momento dell'avaria. Jrata3 si trovava, infatti, ad oltre 1000 miglia dalla partenza e ad oltre 1500 dall'arrivo, a metà strada tra Africa e Sudamerica. Distanza enorme per navigazione in situazioni di emergenza.
Verificato che in zona non c'era nessuna imbarcazione da diporto raggiungibile (il contatto è stato tentato anche con Bernard Stamm fresco di squalifica nel Vendèe Globe, che sta appunto risalendo l'Atlantico per far ritorno in Francia) Jrata- WullschlegerGroup è stta così raggiunta dalla petroliera Genmar Argus, dirottata sul posto dal SAR Martinica in accordo col SAR Italiano.
Il comandante della nave e i velisti di Jrata3, hanno deciso di attendere la luce (11:00 UTC, le 12:00 in Italia) per il trasbordo, per effettuare una manovra assolutamente non semplice e che richiedeva una perizia assoluta, sia da parte dell'equipaggio della petroliera, e sia di Andrea e Luca. Le condizioni del mare hanno suggerito però un 'ulteriore rimando, perchè gettarsi in acqua e cercare di risalire le mura di una petroliera di 275 metri scarica(circa 19 metri di bordo libero in quell'assetto), con tutti i movimenti della nave, era un operazione decisamente pericolosa.
Verso le 16:00 UTC si è deciso di tentare il recupero e l'operazione è pienamente riuscita. Luca Tosi e Andrea Rossi sono saliti a bordo in buone condizioni. Lo stesso non si può dire del catamarano. Nell'urtare ripetutamente e violentamente le murate della nave, Jrata3 ha subito numerosi danni.
Luca, Andrea e tutto il team di terra tengono a ringraziare particolarmente il SAR Martinica e il SAR Italiano.

Un vero peccato. I due ragazzi stavano navigando alla grande, il 25 gennaio avevano 102 miglia di vantaggio, corrispondenti a 11 ore e 54 secondi, sul precedente record stabilito dai francesi Lequin e Moreau.  Ma conosciamo la loro tempra e la loro determinazione e siamo certi che, prima o poi, ci riproveranno!!!

Ecco le prime impressioni di Luca ed Andrea:

"Non riesco a spiegarmi come si siano potuti rompere" scrive Luca Tosi in una mail. "Avevamo fatto più di 1000 miglia! Avevamo dei fusibili che dovevano saltare salvando la pala,e invece si sono rotte le scatole dei timoni, entrambe allo stesso modo e senza sbattere su oggetti in acqua. Sembrano scardinati dalla pressione laterale della pala. Magari in qualche onda frangente li abbiamo sforzati troppo".
Sull'operazione di salvataggio, invece, non si interrogano affatto, ma continuano a ringraziare tutti. Luca e Andrea hanno un nuovo mito: è Umberto Verna, della Safety  World, che ha coordinato tutte le operazioni fin dal primo momento in cui sono rimasti senza timoni.

"Veramente impagabile" dicono Rossi e Tosi di Umberto Verna. "Ci ha sempre fatto sentire tranquilli e spinti a prendere le giuste decisioni. Se da questa situazione ne siamo usciti tutti interi, gran parte del merito è suo, oltre che del comandante della Genmar Argus che ha dimostrato tutta la sua perizia affiancando la sua immensa nave al nostro cat senza schiacciarci. Le operazioni di salvataggio sono state decisamente rocambolesche, perchè la petroliera è lunga 274 metri, ha un motore solo, è scarica e quindi scarroccia e rolla un casino".
Tosi pensa anche al record: " Un pò di amaro in bocca per il record è rimasto, ci credevamo davvero!! Noi e la barca eravamo in buone condizioni: Ora siamo molto incazzati!!Maledetti timoni!!".
Andrea Rossi ieri ha informato tutti gli amici sul recupero e i suoi toni non erano diversi: " L'operazione di salvataggio è cominciata alle 09,00 e terminata alle 15,00...non vi dico che numeri e che difficoltà salire su una murata di 30 metri con il rollio e la petroliera vuota dal carico. Un incubo. Jrata3 è perduta, distrutta dalle operazioni di salvataggio. Peccato, non meritava una fine simile. abbiamo perso tutto, quello che abbiamo salvato sono due coltelli, un epirb portatile. Niente soldi nè passaporti, nulla di nulla. Comunque stiamo bene e ci trattano benissimo, Equipaggio polacco e filippino. Si mangia bene e sono simpatici.


UN SOGNO CHE CROLLA UN ALTRO CHE SI REALIZZA:
GABART  trionfa alla Vendèe Globe.

Francois Gabart con Macif

Francois Gabart, 29 anni, è il più giovane vincitore della Vendée Globe con un tempo incredibile: 78 giorni 2 ore 16 minuti e 40 secondi.
Gabart ha tagliato il traguardo di les Sambles D'Olonne domenica 27 gennaio alle ore 15:18 e 40 secondi, chiudendo il suo giro del mondo in 78 giorni 2 ore 16 minuti e 40 secondi, 6 giorni in meno del precedente primato di Desjoyeaux nell'ultima edizione.

Le Cléac'h ha tagliato il traguardo in 2° posizione appena 3 ore dopo....

Una regata dove c'è stato di tutto, dall'avventura, al dramma di chi ha dovuto lasciare, all'espressione più alta dei valori del mare di chi ha messo in discussione la sua stessa regata per aiutare l'avversario in difficoltà. La regata non è finita in mare ci sono ancora dieci uomini di cui alcuni molto lontani, ma certamente, con l'arrivo di Macif e subito dopo di Banque Populaire, la tensione si è rotta.

Francois Gabart su Macif è arrivato ieri pomeriggio alle 15 e 18 minuti, mentre Armel Le Clèac'h su Banque Populaire , è giunto a Les Sables D'Olonne appena 3 ore dopo, alle 18 e 35 mintui e 52 secondi. i due sono stati accolti da una grande folla che , nonostante la pioggia, li ha voluti attendere per ore per vederli arrivare.

Ecco le prime parole di Gabart:" La Vendèe Globe è un esperienza molto intensa e, quando arrivi, il passaggio repentino dal tuo essere solo a bordo, alla folla, ai rumori, le persone che ti parlano, ti chiamano, è traumatico e ti dà una strana sensazione.
Se mi chiedete se quando sono partito pensavo di vincere, la risposta è no, non era quello il nostro obiettivo, io e il mio team volevamo fare un ottima Vendèe Globe, ma non credevamo di poter vincere. Ho capito che potevo farcela quando ho passato  Armel nell'Oceano Indiano e ho visto che Jean Pierre era dietro di noi, li ho cominciato a sperare..."

Non dimentichiamo che in regata c'è anche il nostro Alessandro Di Benedetto - Alessandro sta combattendo con le zone di alta pressione dei sant'Elena.  Al momento sta risalendo un corridoio di vento in mezzo a due zone di "scarsa", ma lo deve fare di bolina perchè il vento gli arriva giusto sul naso. A bordo del Team Plastiche la situazione è tranquilla, e il dolore per la costola rotta di Alessandro causato da una caduta qualche giorno fa , si sta attenuando.

Ricordiamo che alla partenza della regata il 10 novembre scorso erano in 20 (19 uomini ed 1 donna) a doggi si sono ritirati ben 8 skipper.

Classifica del 28-01-2013 ore 5:001- Macif (François Gabart) - arrivato
2- Banque Populaire (Armel Le Cléac´h)
3- Hugo Boss (Alex Thomson)
4- Virbac Paprec 3 (Jean-Pierre Dick)
5- SynerCiel (Jean Le Cam)
6- Gamesa (Mike Golding)
7- Mirabaud (Dominique Wavre)
8- AKENA Vérandas (Arnaud Boissières)
9- ACCIONA 100% EcoPowered(Javier Sansó)
10- Votre Nom Autour du Monde avec EDM Projets (Bertrand de Broc)
11- Initiatives-coeur(Tanguy De Lamotte)
12- Team Plastique (Alessandro Di Benedetto
)


lunedì 21 gennaio 2013

Record GUADALUPA - DAKAR partiti Rossi e Tosi!!


Via libera finalmente al tentativo di record per Andrea Rossi e Luca Tosi che ieri mattina sono partiti con una finestra meteo favorevole per il loro tentativo.

La barca, il piccolo catamarano da 20 piedi (6,1 metri) "JARATA 13", è partito dal circolo della Voile d'Or di Dakar, davanti all'isola di Gorée dove era la linea di partenza stabilita dal WSSRC (World Sail Speed Record Council).
 

L'attesa alle Canarie di Luca Tosi e Andrea Rossi è finalmente finita, ed ora i due velisti sono partiti per la traversata atlatica sulla rotta Dakar-Guadalupa, in doppio su un catamarano non abitabile di 20 piedi (6,1 metri)  che appartiene, dal 2007, ai francesi Benoît Lequin e Pierre Yves Moreau, i detentori dell’attuale record di 11 giorni 11 ore 25 metri 42 secondi.
Andrea e Luca sono partiti  con un buon angolo (90°-120°), rimanendo molto sull'ortodromica, ma con vento compreso tra 10-15kts. L'arrivo è previsto entro il 30 gennaio 2013 e le previsioni nelle ultime 48 ore di corsa danno ancora un buon vento sulla Guadalupa, anche se al di sotto dei 15kts.
Nella testa un tempo: 11giorni, 11 ore, 25 minuti e 42 secondi. Il tempo da battere! Stabilito dai francesi Benoît Lequin e Pierre Yves Moreau con il catamarano "OCTO FINANCES" nel 2007, ha resistito nel gennaio del 2011 all'assalto tutto romano di Matteo Miceli e Tullio Picciolini su Biondina Nera.
A Dakar  c'era anche Matteo Miceli che questo record lo stabilì nel 2006 insieme ad Andrea Gancia e lo scorso anno, insieme a Tullio Picciolini, stava quasi per riprenderselo prima della terribile scuffia in pieno oceano. I due velisti ne hanno approfittato per ricevere dal velista romano alcuni consigli.
“Ci sono tante cose che non ti aspetti durante un'impresa come quella che Andrea e Luca si accingono a intraprendere – spiega Miceli. Non sono su una barca ma su un catamarano da spiaggia senza riparo, il fatto di non poter scendere sottocoperta e prendere un po' di conforto e asciugarsi diventa un limite psicologico fortissimo. Quello che posso trasmettere loro sono i miei errori e il modo in cui ho tentato di porvi riparo. Se l'acqua ti si infiltra addosso, magari in uno stivale, come è accaduto a me durante il record in solitario, passi davvero dei brutti momenti.

Il record francese resisterà anche al tentativo italo/svizzero di Andrea Rossi e Luca Tosi su JARATA 13?
"Speriamo di no, ma comunque sarà dura - spiega Andrea - perchè la performance dei francesi è stata di altissimo livello e fare meglio, anche con un meteo favorevole, non è affatto scontato, anche perchè la finestra meteo non è proprio quella che ci aspettavamo. Il vento sarà più leggero e sarà quindi più dura. Dovremo correre come dei disperati".

" Record " è una parola affascinante che porta in sè la voglia di conquista, di avventura, il rischio, l'adrenalina, la soddisfazione. Andrea Rossi e Luca Tosi questi sentimenti li conoscono già, li hanno scoperti in occasione della Mini Transat 2009, regata in solitario su una barca a vela di 6,50 metri dalla Francia al Brasile.

 Ma questa volta sarà diverso, i concorrenti da battere non corrono insieme a loro, ma detengono solo un record e l'aversario sarà solo il tempo....!!!

Ci associamo anche noi di Progettoceano ai tanti in bocca al lupo!!!



                                                  L'intervista:
 


martedì 20 novembre 2012

LA VENDEE GLOBE...riflessioni....

LA VENDEE GLOBE: "LA REGATA"
Non credo che ci sia nessun'altra regata al mondo che abbia la forza comunicativa, la capacità di emozionare, la straordinaria  potenza con cui perpetua i valori del'andare per mare, come la Vendée Globe : un giro del mondo in solitario passando a sud dei tre principali capi: Buona Speranza, Lewin e Horn. Soli, senza possibilità di essere assistiti per una navigazione che durerà minimo tre mesi. Dopo quattro anni dalla passata edizione, lo scorso 10 novembre è partita l'edizione 2012 con 20 skipper in gara (19 uomini ed 1 donna), ad oggi dopo 10 giorni già 5 ritirati.
"Non sapevano che era impossibile, quindi lo hanno fatto". 
E' questa frase di Mark Twain che capeggia in apertura del sito della Vendée Globe che credo esprima al meglio lo spirito di questa regata.  In fin dei conti ci dice: attenzione, è una impresa per cui ci vogliono doti eccezionali di resistenza fisica e mentale, capacità marinaresche e coraggio.  Ma soprattutto bisogna avere in sè ancora viva la fiamma che in origine ha spinto gli uomini a staccarsi dalla terra ferma per affrontare l'ignoto.
Quindi è ovvio che questa regata sia seguita da milioni di persone. Ovunque, tranne che in Italia. E questo nonostante il fatto che fra i partecipanti ci sia anche un italiano, Alessandro Di Benedetto, l'uomo che ha compiuto due anni fa il giro del mondo su una barca di 6,50 metri portandolo alla fine nonostante un disalberamento nei pressi di Capo Horn. In Francia,  visto che ha la doppia nazionalità, non solo riesce a trovare i finanziamenti per le sue imprese, ma Alessandro ha ricevuto anche la "Legion D'Onore"; mentre in Italia quest’impresa eccezionale non ha ricevuto che qualche riga sulla stampa specializzata.
 Milioni di persone che seguono le notizie in diretta sui siti, che trepidano per la collisione di Kito de Pavant con un peschereccio, del ritiro di Jérémie Beyou per problemi alla chiglia, o dello straordinario recupero di Alex Thomson dopo un lavoro all’asse del timone di 7 ore. Milioni di persone che la sera si collegano al sito della Vendée e insieme ai 20 navigatori solitari, lasciano le banchine di Les Sables D'olonne, mettono la prua in oceano e iniziano la traversata di Biscaglia.
Ne parlano i giornali, le tv e le radio, ovunque in Europa tranne che in Italia. Nel novembre del 2008 mi trovavo proprio a Les Sables D'Olonne alla patenza della regata. Lungo le banchine del porto, sulle barche in mare, nelle vie del paese c'era un milione e mezzo di persone ha incitare i navigatori, titoli sui quotidiani ogni giorno, interviste e aggiornamenti, neanche fossero i mondiali di calcio in Brasile. Quest'anno è stato lo stesso. Da noi nulla.
Ecco perchè la Vendee Globe, più di ogni altra regata, per me rappresenta la lacerazione fra sentimento e ragione: da un parte mi fa sognare, dall'altra mi ricorda che l'Italia è il Paese in cui quotidianamente si fa di tutto per distruggere dove ci sia, e non far nascere dove si potrebbe, l'amore e la cultura del mare.
Ecco il sito della Vendée Globe: http://www.vendeeglobe.org/fr/

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Partenza della Vendéè Globe


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Percorso regata


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Foto di Skipper prima della partenza


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I primi giorni di regata


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Un momento della partenza


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Uno dei 20 skipper in azione


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Alessandro Di Benedetto unico skipper italiano in regata


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L'unica concorrente donna: Samantha Davies


venerdì 16 novembre 2012

E' ARRIVATO IL REDDITOMETRO ONLINE

A partire dal prossimo 20 novembre il redditometro sara scaricabile dal sito delle Agenzie delle Entrate (www.agenzieentarate.gov.it).

Quindi, come avevamo già detto nel post precedente, buone notizie per i diportisti. Il software si basa sul costo di mantenimento della barca (quindi dei beni) e non sulle sue dimensioni!!! A seguito di ciò ci potrebbero essere dei controlli più "semplici" in mare.
Il programma fino ad oggi era rilasciato in concessione agli studi commercialisti, ma ora tutti ne potranno beneficiare. Il software contiene tutti i parametri di calcolo, per cui potrete stabilire in totale privacy ed autonimia, se per il fisco siete in regola o no. Il programma viene scaricato sul proprio pc, e funziona senza essere collegato alla rete, per cui tutti i vostri dati rimarranno nel vostro computer.

Dalla prossima estate, o anche da ora, potrete navigare tranquilli, perchè se vi capiteranno controlli in mare, non dovrete impazzire nel produrre documenti alla Guardia di Finanza, ma basterà mostrare i risultati del test o meglio del "Redditest", che dovrebbe già considerare i nuovi coefficienti di valutazione, come annunciato da mesi dai vari Ministri competenti e dal direttore delle Agenzie delle Entrate Attilio Befera, secondo cui il nuovo redditometro, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2013, come avevamo già detto, non considera più la barca come un bene di lusso, ma al massimo, accessorio, come un camper.

La differenza tra il vecchio e nuovo redditometro, sta tutto nel criterio di valutazione di mantenimento del bene, che nel vecchio redditometro è tutto affidato ad un calcolo matematico basato su coefficienti fissi che tengono conto solo della lunghezza della barca, senza considerare la vetustà. In pratica, avviene, che dato un valore fisso di spesa annua per il mantenimento di una barca, al di là che la cifra venga spesa per intera o no, questa viene moltiplicata per il coefficiente prefissato, senza alcuna distinzione tra una barca nuova o usata. Oltre ciò c'è da dire che i coefficienti delle barche sono notevolmente superiori a quelli fissati per altri beni, come ad esempio quelli applicati ai camper. Nel nuovo redditometro, invece, si limita a rilevare quanto è stato speso per il mantnimento ed uso della propria barca e verificare se, in base al proprio reddito ed alle spese del proprio sostentamento, ci si è potutti permettere la barca.

Sicuramente una buona notizia, speriamo solo che non ci sia altra burocrazia a rendere complicato uno strumento che, almeno in questa fase, si presenta semplice da gestire......vedremo nei prossimi mesi.



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Barche Bavaria in fiera a Dusseldorf


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Nuovo bavaria 46 Vision


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Sognatori oppure prossimi armatori?



martedì 6 novembre 2012

NUOVO REDDITOMETRO E BARCHE

Il nuovo Redditometro: la barca non peserà più di un camper ai fini della presunzione del reddito. Sicuramente  è un primo passo, ma molto resta ancora da fare.

Vediamo le posizioni di UCINA e CNA

Arriva il nuovo Redditometro e contiene alcune buone notizie per gli amanti della nautica e per chi di nautica vive e lavora. Barche e barcaioli meno tartassati dal fisco, meno presi di mira (forse). Questa è la sostanza delle novità, tutte da vedere alla prova dei fatti.

Le maggiori associazioni di categoria interessate alle novità (UCINA e CNA Nautica) sono intervenute con interpretazioni diverse e sfumature di atteggiamenti, come  riportiamo di seguito.

Le divisioni e spesso le polemiche tra associazioni chiamate a rappresentare tutta la nautica in un momento del genere sono veleno puro per il settore. E in tal senso le maggiori responsabilità spettano alla UCINA, che pure ha tenuto durante il recente salone di Genova atteggiamenti di grande polemica con il governo e le istituzioni (striscioni, scioperi, eccetera). Atteggiamento francamente incomprensibile, alla luce del fatto che proprio UCINA non poteva non sapere dell’imminente varo del nuovo redditometro. Il salone, poteva essere il momento e il palcoscenico ideale anche in termini di comunicazione, per far passare la nuova logica meno punitiva sulla nautica. Lo slittamento comunicativo, e la scelta di UCINA di scrivere una sorta di lettera “di ringraziamento” all’Agenzia delle Entrate,(di seguito riportata) fa pensare a una logica tutta interna, a un tentativo di assumersi poi la paternità di questo provvedimento.
In un segno analogo può del resto leggersi lo sbalzo di atteggiamento dei vertici di UCINA nei confronti delle richieste degli espositori per condizioni meno onerose per la presenza al salone nautico: prima del salone su questo tema c’è stata chiusura assoluta, seguita alla conclusione del salone dalla “sparata” contro Fiera minacciando di non tornare a Genova se i costi non scenderanno.
Alla nautica italiana serve una rappresentanza più stabile, forte e serena negli atteggiamenti.


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Fiera di genova 2012



 
Ecco alcuni passaggi della lettera del presidente di CNA Nautica, Giancarlo Gamberini, sul nuovo Redditometro e sui suoi effetti sulla nautica.

Alcune notizie di stampa diffuse di recente, anche a seguito di dichiarazioni e pronunciamenti da parte di autorevoli esponenti del Governo, meritano a nostro parere un po’ di chiarezza, con particolare riferimento alla nota e delicata problematica relativa al binomio Nautica/Fisco.

Il Nuovo Redditometro messo a punto dall’Agenzia delle Entrate e che dovrebbe tra poco diventare effettivamente operativo dopo un articolato confronto con le Associazioni di Categoria e una lunga e complessa fase di sperimentazione, prevede già cambiamenti sostanziali nelle modalità con le quali stabilire un indice di coerenza tra il reddito del contribuente e il suo ”stile di vita” con effetti anche per quanto riguarda la misurazione del possesso di barche e natanti.

Il “Nuovo Redditometro”, secondo gli indirizzi espressi dall’Agenzia delle Entrate in occasione di vari incontri con le Associazioni di Categoria, non intende costituire uno strumento automatico di accertamento del reddito, ma uno strumento di orientamento per il medesimo contribuente (funzione di ”compliance”), nonchè di potenziamento dell’analisi di rischio evasione cui far seguire eventualmente, in base alla classe di rischio effettivamente registrata, azioni mirate di accertamento. Gli elementi indicativi di capacità contributiva che il Fisco intende misurare col Nuovo Redditometro verranno ricondotti a 100 voci di spesa rappresentative di tutti gli aspetti della vita quotidiana del contribuente e del suo nucleo famigliare, e che contribuiscono congiuntamente alla stima del reddito effettivo.

Queste voci sono aggregate in 7 categorie, una delle quali (Mezzi di Trasporto) ricomprende anche Natanti e Imbarcazioni alla stregua di Automobili, Minicar, Caravan. Moto, Aeromobili, Mezzi di trasporto in leasing e noleggio.

La relazione tra questi elementi e il reddito (per gruppi omogenei di famiglie differenziati per area geografica) e le eventuali incoerenze verranno stabilite in base alla spesa effettiva di una o più determinate voci  inserite nel ”paniere”; a prescindere quindi, per la fattispecie che qui a noi più interessa, del fatto che la spessa abbia riguardato una imbarcazione anzichè, ad esempio, un camper!

In buona sostanza il possesso di una barca da diporto non verrà più “pesato”, ai fini della presunzione del reddito, utilizzando coefficienti precostituiti con il perverso ed obsoleto effetto “moltiplicatore” presente nell’attuale versione del redditometro.

Il concetto demagogico e fuorviante che l’acquisto e il possesso di una barca, anche se di modesto valore commerciale, significa automaticamente possedere un “bene di lusso” continuerà purtroppo a circolare anche in futuro come luogo comune della comunicazione mediatica, ma quantomeno ai fini del Redditometro non dovrebbe più acquisire sul piano valutativo un peso specifico superiore a quello di altre voci di spesa classificate. Casomai si tratterà a tal proposito di monitorare con attenzione i criteri con i quali verranno misurate le spese annuali di mantenimento del bene, dal momento che in questo caso occorrerà affidarsi a parametri precostituiti.



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Barche Bavaria in esposizione alla fiera di Genova 2012

Ecco ora qualche passaggio della lettera del presidente UCINA Albertoni al direttore agenzia entrate ed i commenti del Ministro Passera

''Il fatto che la barca non pesera' piu' del camper e' il tipo di messaggio che fa bene al nostro comparto che non soffre solo della crisi finanziaria, ma di una sostanziale mancanza di fiducia dei consumatori'': lo afferma il presidente di Ucina Confindustria Nautica in una lettera al Direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera in cui esprime ''apprezzamento e fiducia'' in merito all'indirizzo del nuovo redditometro.

Nella lettera, Ucina si e' messa a totale disposizione dell'Agenzia delle Entrate
''per offrire strumenti ed informazioni che possano fungere da supporto nelle attivita' necessarie per portare avanti il progetto del nuovo redditometro''.
Se a questo si aggiungono le parole del Ministro Passera - che abbiamo scoperto essere appassionato velista - "entro fine legislatura il comparto della Nautica da Diporto avra' risposte, questo settore ha importanza enorme" ne deriva  nuova fiducia dei consumatori appassionati del mare che da troppo tempo hanno dovuto soffocare una grande passione.

''Ci siamo impegnati ad usare l'ultima parte della legislatura per risolvere alcuni dei problemi che si sono accumulati negli anni''. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, al termine dell'incontro avuto in Prefettura a Genova con il presidente di Ucina, la Confindustria nautica.
Il ministro ha definito l'incontro ''assolutamente di lavoro con temi ben presentati, alcuni anche mi sembra risolvibili in tempi non lunghi, altri piu' strutturali''. ''Abbiamo pero' concordato sull'enorme importanza del settore nautico che, oltre ad essere in portante di per se', e' anche motore di altre attivita'. E' un pezzo di identita' italiana in tante parti del mondo'', ha detto Passera.


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Si veleggia su un Bavaria 33


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Barche Progettoceano all'ormeggio


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Un momento di relax in rada


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Barche esposte in fiera


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I colori della nautica


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Barche in porto


Fonti: nautica, saily,la stampa.

 
 

venerdì 19 ottobre 2012

SALONE NAUTICO DI GENOVA 2012

SALONE NAUTICO DI GENOVA 2012
"Un punto di vista"


Ciao a tutti, dopo una lunga assenza dovuta al tanto lavoro estivo, rieccomi quì ad alimentare questo blog con notizie, commenti e tutto ciò che può essere interessante per tutti gli amanti del mare......Mi piace riprendere con un argomento di questi giorni: Il salone Nautico di Genova. Non un mio scritto, che potrebbe essere di parte in quanto dealer del cantiere Bavaria per la Campania. Cantiere che ha avuto un grande successo al salone, non solo come numero di visitatori, ma anche come numero di  vendite, ma il commento di un amico.
L'amico è Nico Caponetto, giornalista nautico, direttore di varie testate giornalistiche, attualmente collaboratore della rivista "Bolina" ed a tempo perso  istruttore di vela.

"GENOVA PER NOI....
Ho preferito far passare qualche giorno dalla chiusura del salone di Genova prima di scrivere queste poche righe. Ho preferito riflettere un po' su quella che credo sia stata la messa in scena, fra gli spazi della fiera, di una profonda contraddizione. Da una parte, l'impatto fisico è stato traumatizzante: mai come quest'anno si è avvertita la contrazione evidente, fortissima delle dimensioni espositive. Fortissima anche la riduzione di visitatori, circa il 30 per cento in meno rispetto allo scorso anno. D'altra parte però, lo stesso impatto visivo ci ha raccontato una realtà che finalmente mette in luce l'importanza della vela in Italia. Oggi, ciò che tiene in vita quel poco di nautica che è rimasto nel nostro paese è la vela. Lo stesso Salone, lo stesso ente fiera ne hanno dovuto prendere atto invertendo una insensata pratica andata avanti per 50 anni, cioè di collocare ai margini espositivi le barche a vela,  per trasferirle quest'anno al centro del salone  rendendo giustizia a un settore che a differenza di quello del motore soffre da morire ma non è crollato. Segno che la passione di chi naviga a vela è irrinunciabile. Chi ama la vela soffre, aspetta, rimanda, ma non rinuncia, non si allontana definitivamente. Ecco perchè quel po' di movimento a Genova lo si è visto solo intorno alle barche a vela.
Detto questo però, il disappunto si accende quando ancora una volta primeggia la cecità e la mancanza di visione strategica di chi il salone lo organizza. Poco, praticamente nulla è stato fatto perchè il salone non si riducesse a semplice rassegna commerciale. A differenza di quello che succede nei saloni di Parigi, La Rochelle, Dusseldorf, dove la presenza di iniziative culturali che promuovano i valori del mare e della marineria è fortissima, Genova brilla per assenza. Come se una qualsiasi attività legata al mare possa solo essere alimentata da promozione commerciale, senza capire che invece più cultura, più educazione più comunicazione rappresenterebbero un volano importantissimo per avvicinare gli italiani a una delle principali risorse, anche economiche , che il nostro Paese possiede.

Coerentemente con questa opacità culturale, poco o nulla è stato fatto per facilitare la frequentazione dei visitatori, fatta eccezione per i bambini sotto i 10 anni che avevano l'ingresso gratuito. E non sto parlando solo del prezzo del biglietto (15 euro), ma anche e soprattutto delle tariffe da rapina dei vari bar e ristoranti interni, dove un panino, bene che andasse, costava almeno 5 euro, senza farsi ricordare per qualità e sapore. In questo modo, a una famiglia composta da quattro persone, solo entrare e rifocillarsi è costato almeno cento euro, senza contare viaggio, parcheggi, eventuale pernottamenti (50 euro un B&B senza bagno in camera è quello che ho trovato a più buon mercato, perchè in quel periodo i prezzi lievitano). Insomma giusto quel che serve per rimarcare il falso messaggio che andare per mare è una cosa per ricchi."
Nico Caponetto


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Folla all'entrata del salone nautico di Genova


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Bavaria al salone di Genova


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Intervista


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Protesta al salone


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Visitatori allo stand Bavaria


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Stand Bavaria


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Roby e Nico


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Roby e Max

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Uno scorcio del salone di Gneova


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Aperitivo allo stand Bavaria


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Barche Bavaria a Genova


martedì 19 giugno 2012

TASSA DI POSSESSO BARCHE, ANCORA CONFUSIONE

Ancora confusione, incertezza e difficoltà per le società di charter che si trovano da un giorno all'altro (IL GIORNO PRIMA DELLA SCADENZA DEL PAGAMENTO DELLA TASSA 30 maggio!!!!)  una circolare dell'agenzia dell'entrata che spiega a suo modo l'applicazione della suddetta tassa per le società di noleggio e/o locazione. Interpretazione che danneggia anche e sopratutto i clienti delle società, perchè chiarisce che il pagamento deve essere effettuato dai clienti che noleggiano o locano una barca....
La circolare è si una interpretazione della legge ma è l’interpretazione più autorevole che può essere smentita solo da diversa interpretazione fornita dalla giurisprudenza, quando si creerà un giudicato.

Intanto cosa si fà? si fanno pagare ai clienti dei soldi che poi potrebbero risultare inutili e mai verranno restituiti? oppure no....sicuramente in un momento in cui tutta l'economia del settore nautico è in ginocchio questa interpretazione sicuramente non aiuta il settore....speriamo solo che qualcuno abbia un pò di buon senso e chiarisca definitivamente cosa fare...ma andiamo per ordine.

Con la Circolare n. 16/E del 30 maggio 2012, l’Agenzia delle entrate fornisce i primi chiarimenti ai fini della corretta applicazione della Tassa sulle imbarcazioni, istituita con D.L. 201/2011, art. 16, commi da 2 a 10 e 15 ter.
Quanto all’ambito oggettivo di applicazione, la tassa annuale è dovuta per tutte le unità da diporto (imbarcazioni e navi), utilizzate per tali fini, di lunghezza superiore ai 10 metri.
La tassa deve essere calcolata sulla base dei seguenti importi fissi annuali indicati nel comma 2 dell’articolo 16, determinati in funzione della lunghezza dell’imbarcazione:

a) Euro 800 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 10,01 e i 12 metri;
b) Euro 1.160 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 12,01 e i 14 metri;
c) Euro 1.740 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 14,01 metri e i 17 metri;
d) Euro 2.600 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 17,01 e i 20 metri;
e) Euro 4.400 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 20,01 e i 24 metri;
f) Euro 7.800 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 24,01 e i 34 metri;
g) Euro 12.500 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 34,01 e i 44 metri;
h) Euro 16.000 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 44,01 e i 54 metri;
i) Euro 21.500 per le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 54,01 e i 64 metri;
j) Euro 25.000 per le unità con scafo di lunghezza superiore ai 64 metri.

 Le riduzioni previste:
- 50% dell’importo dovuto per le unità da diporto a vela con motore ausiliario il cui rapporto fra:
Metri quadri di Superficie Velica e Potenza in Kw del Motore sia ≥ 0,5;
- 15%, 30%, 45% dell’importo dovuto per le unità da diporto aventi rispettivamente anzianità  superiore a
5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione. Il conteggio degli anni decorre dall’anno successivo
a quello di costruzione;
- 50% dell’importo dovuto e per le unità da diporto con lunghezza fino ai 12 metri usate dai proprietari
residenti, come mezzo di locomozione, nei comuni delle isole minori e nella Laguna di Venezia.


La circolare precisa che “per espressa previsione normativa, sono tenuti al pagamento della tassa i soggetti che utilizzano l’imbarcazione sulla base di un contratto di locazione o di locazione finanziaria, anche se di breve durata.” In tal caso la tassa è determinata rapportando a giorni la misura della tassa riportata sopra.  
Non sono tenute al pagamento della tassa le persone fisiche che non risultino residenti nel territorio dello stato nonché le persone giuridche che non abbiano la propria sede legale in Italia.
La tassa non è inoltre dovuta, come previsto dal menzionato comma 7 dell’art. 16, con riferimento alle unità che costituiscono beni strumentali di aziende di locazione e noleggio.
La tassa è versata entro il giorno antecedente la data di inizio del periodo di durata del contratto ove questo sia di durata inferiore all’anno.

Per tali contratti, non trova quindi applicazione il termine ordinario del 31 maggio di ciascun anno, previsto per il pagamento.

A tal fine viene riportato un esempio che non lascia adito a dubbi circa l’interpretazione data dall’Agenzia sulla debenza della Tassa per le locazioni di breve durata.
Ecco l’esempio:

Contratto di locazione stipulato il 30 aprile 2013 con decorrenza 15 maggio 2013, della durata di 10 giorni, per una unità da diporto di lunghezza pari a 35 metri.

Calcolo dell’imposta : (12.500*10/365) = 342,00 euro.
La tassa da corrispondere entro il 14 maggio 2013 è pari ad euro 342,00.

Quanto alle sanzioni, ai sensi del comma 10 dell’articolo 16 del decreto legge n. 201 del 2011, “per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di cui al comma 2 si applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa dovuta”.
Per esempio, per una locazione di una barca di 12 metri per un week-end, la tassa dovuta sarà pari a (800*3/365) 6,57 e la sanzione andrà da 13,14 a 19,71 euro.
- Definendo la violazione entro 60 giorni da quando è stato elevato il verbale la sanzione applicata è la minimaridotta del 50%, più la tassa dovuta.

Nel caso di tardivo versamento della tassa, il contribuente potrà beneficiare, ricorrendone le condizioni, dell’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

Quanto alle modalità di pagamento, la Risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 39 del 24 aprile 2012, dispone che la Tassa va versata con modello di pagamento F24 versamenti con elementi identificativi, indicando:
Nella Sezione Contribuente, i dati del soggetto versante.
Nella sezione Erario:
·         Campo “tipo”: R
·         Campo “elementi identificativi”: nei primi sei caratteri giorno di inizio del contratto e  giorno e mese di fine periodo del contratto, nella forma GGGGMM, e nei successivi spazi il codice identificativo dell’unità da diporto (sigla di iscrizione)
·         Campo “codice”: il codice tributo 3370
·         Campo “anno di riferimento”: anno di decorrenza della tassa (anno della locazione)

I soggetti che sono impossibilitati ad utilizzare il modello F24 eseguono il versamento mediante l’effettuazione di un bonifico in “EURO” a favore del Bilancio dello Stato al Capo 8 – Capitolo 1222, indicando:
a) codice BIC: BITAITRRENT;
b) causale del bonifico: generalità del soggetto tenuto al versamento della tassa annuale, identificativo (sigla di iscrizione) dell’unità da diporto, codice tributo e periodo di riferimento (così come indicati dalla risoluzione n. 39 del 24 aprile 2012);
c) IBAN – IT15Y0100003245348008122200, pubblicato sul sito internet della Ragioneria Generale dello Stato – Ministero dell’Economia e delle finanze http://www.rgs.mef.gov.it/.